Come evitare scatti indesiderati scegliendo correttamente Tipo S, A-SI super immunizzato, Tipo F e riarmo automatico
Chi cerca un “differenziale selettivo da 30 mA ritardato” vuole quasi sempre risolvere un problema concreto: impedire che un disturbo o un guasto su una sola linea lasci al buio tutta la casa. Ma la soluzione corretta dipende dalla causa dello scatto.
RISPOSTA BREVE: Se servono vera selettività e protezione delle linee finali, la configurazione tipica è un RCCB Tipo S da 300 mA ritardato a monte e dispositivi da 30 mA istantanei a valle. Se invece il problema sono gli scatti intempestivi causati da disturbi o carichi elettronici, occorre valutare un 30 mA A-SI super immunizzato o Tipo F. Non sono la stessa funzione.
La ricerca online nasce spesso da parole diverse usate per descrivere lo stesso disagio: “il salvavita scatta senza motivo”, “scatta il generale invece del differenziale di zona”, “il differenziale salta quando parte il climatizzatore”, “come evitare il blackout in una seconda casa”. Per scegliere bene non basta cercare un apparecchio che intervenga più tardi: bisogna capire se serve selettività, immunità ai disturbi, compatibilità con carichi a inverter oppure continuità di servizio.
Che cosa cerca davvero chi scrive “differenziale selettivo 30 mA”?
Dietro questa parola chiave ci sono soprattutto quattro problemi:
Scatta il differenziale generale e si spegne tutto l'impianto, anche se il guasto riguarda una sola linea.
Due differenziali installati in cascata intervengono insieme o interviene quello a monte.
Climatizzatori, pompe di calore, elettrodomestici, alimentatori switching o altri apparecchi elettronici causano interventi apparentemente casuali.
Frigorifero, congelatore, allarme, videosorveglianza o modem devono restare alimentati anche in un immobile non presidiato.
Sono esigenze legittime, ma richiedono soluzioni differenti. Il termine “ritardato” riguarda il coordinamento temporale; “super immunizzato” riguarda la resistenza ai disturbi; “Tipo F” riguarda le forme d'onda residue che il dispositivo è progettato per rilevare; il riarmo riguarda il ripristino del servizio dopo l'intervento.
Prima distinzione: 30 mA, selettivo e super immunizzato
30 mA: alta sensibilità per le linee finali
La sigla 30 mA indica la corrente differenziale nominale IΔn. I dispositivi con IΔn non superiore a 30 mA sono impiegati come protezione addizionale contro il rischio di contatto elettrico nei circuiti previsti dalle regole impiantistiche, per esempio molte linee prese, bagno e illuminazione domestica. Per questa funzione è importante l'intervento rapido.
Tipo S selettivo: interviene con un ritardo intenzionale
Un differenziale selettivo Tipo S è progettato per essere installato a monte di altri differenziali e attendere il tempo necessario affinché intervenga prima la protezione più vicina al guasto. La selettività non dipende soltanto dal ritardo: occorre coordinare sia la corrente differenziale nominale sia i tempi di intervento.
Per evitare la sovrapposizione delle zone di intervento, il dispositivo a monte deve avere una soglia maggiore di quello a valle e un tempo di non intervento superiore al tempo massimo del dispositivo a valle. In pratica, con protezioni finali da 30 mA si usa spesso a monte un Tipo S da 300 mA, secondo il progetto e il sistema di distribuzione.
A-SI super immunizzato: meno scatti dovuti ai disturbi
Un differenziale Tipo A-SI mantiene la sensibilità prevista, ma offre una maggiore immunità agli impulsi e ai disturbi presenti nelle reti moderne. È pensato per ridurre gli interventi intempestivi in presenza di elettronica, filtri EMC, sovratensioni transitorie e correnti impulsive. Non è però un Tipo S: se due dispositivi da 30 mA sono in serie, la dicitura A-SI non garantisce che scatti soltanto quello a valle.
Tipo F: la scelta mirata per molti carichi monofase a inverter
Il Tipo F riconosce, oltre alle correnti previste dal Tipo A, correnti residue composite e con componenti a frequenza variabile tipiche di numerosi convertitori e inverter monofase. Offre inoltre una maggiore immunità agli interventi indesiderati. È spesso indicato per climatizzatori, pompe di calore, lavatrici, asciugatrici, pompe e altri carichi elettronici, sempre verificando le istruzioni del costruttore.
DA NON CONFONDERE: A-SI e Tipo F possono migliorare la continuità di servizio, ma non trasformano automaticamente un 30 mA in un differenziale selettivo Tipo S. Inoltre il Tipo F non sostituisce universalmente il Tipo B, necessario in alcune applicazioni con possibili correnti continue lisce.
Perché due differenziali da 30 mA in cascata non danno vera selettività
Se un differenziale da 30 mA è installato a monte di un altro 30 mA, entrambi misurano la stessa corrente di dispersione che attraversa la parte comune dell'impianto. Le tolleranze e i tempi reali possono far intervenire quello a valle, quello a monte oppure entrambi. Aggiungere genericamente un ritardo a uno dei due non basta a garantire un coordinamento completo in tutte le condizioni.
La selettività differenziale si costruisce su due gradini:
Selettività amperometrica: il dispositivo a monte ha una soglia IΔn superiore a quella delle protezioni a valle.
Selettività cronologica: il dispositivo a monte è ritardato, mentre quelli a valle intervengono più rapidamente.
Per questo, l'espressione “differenziale selettivo 30 mA” descrive spesso il risultato desiderato, non il componente da acquistare. La soluzione più efficace è un'architettura coordinata del quadro.
La soluzione A2ZWORLD per la selettività vera
In un impianto monofase, una configurazione tipica può essere organizzata così:
Posizione |
Dispositivo |
Obiettivo |
A monte |
RCCB Tipo S Classe A, 300 mA, ritardo 500 ms |
Protezione generale e coordinamento temporale con i dispositivi a valle |
A valle |
RCBO 30 mA dedicato a ogni linea |
Protezione differenziale, sovraccarico e cortocircuito della singola linea |
Linee elettroniche |
RCBO Tipo A-SI o Tipo F, 30 mA |
Maggiore immunità ai disturbi o corretta risposta ai carichi monofase a inverter |
A monte: RCCB selettivo Tipo S Classe A da 300 mA
A2ZWORLD propone un RCCB differenziale puro Tipo S Classe A, 1P+N, da 300 mA con ritardo dichiarato di 500 ms, disponibile nelle correnti nominali 25 A, 40 A e 63 A nella serie PR8HM. Il dispositivo occupa 2 moduli, lavora a 230 V AC ed è conforme alla IEC 61008-1. Essendo un RCCB, protegge dalle dispersioni verso terra ma deve essere coordinato con un'adeguata protezione contro sovraccarichi e cortocircuiti.
Per chi desidera anche la continuità di servizio, la gamma comprende inoltre il GYL9 Tipo S Classe A da 300 mA e 500 ms, in versioni con riarmo automatico oppure con riarmo e connettività Wi-Fi, disponibili nei tagli 25 A, 40 A, 63 A e 100 A. La scelta della variante va effettuata in base allo schema del quadro e alla valutazione del rischio.
A valle: un RCBO da 30 mA per ogni circuito importante
L'RCBO integra in un solo dispositivo la protezione magnetotermica contro sovraccarico e cortocircuito e la protezione differenziale contro le dispersioni. Suddividere l'impianto con RCBO dedicati significa che un guasto sulla lavatrice, sul climatizzatore o sulle prese esterne può togliere alimentazione soltanto alla linea interessata, lasciando operative le altre.
È uno dei modi più efficaci per migliorare la continuità di servizio e individuare rapidamente il circuito guasto. La corrente nominale e la curva dell'RCBO devono però essere scelte in base a sezione dei cavi, posa, carico, corrente di spunto e corrente di cortocircuito presunta.
Quando scegliere RCBO Tipo A-SI super immunizzato
Il GYR10N A2ZWORLD è un RCBO Tipo A-SI super immunizzato, curva C, 1P+N in 1 modulo, con potere di interruzione 6 kA e sensibilità 30 mA. È disponibile da 6 A a 40 A ed è indicato quando si desidera proteggere singolarmente la linea limitando gli scatti intempestivi associati a disturbi, carichi elettronici e correnti impulsive.
Applicazioni tipiche possono includere linee che alimentano frigoriferi, sistemi di allarme, videosorveglianza, apparecchiature informatiche, caldaie elettroniche o altri circuiti per i quali un'interruzione ingiustificata crea disagio. Prima di sostituire il dispositivo, occorre comunque misurare la dispersione reale e verificare isolamento, cablaggi, neutri condivisi, umidità e apparecchi guasti.
Quando scegliere RCBO o RCCB Tipo F
Quando il circuito alimenta apparecchiature monofase con inverter, il Tipo F può essere la soluzione più adatta. A2ZWORLD propone RCBO Tipo F 1P+N, curva C, 30 mA e 6 kA per la protezione completa della singola linea, oltre a RCCB Tipo F-SI super immunizzati da 30 mA per chi necessita di una protezione differenziale pura da abbinare a un magnetotermico correttamente dimensionato.
La scelta tra RCBO e RCCB dipende dalla struttura del quadro:
RCBO: protegge la singola linea da dispersione, sovraccarico e cortocircuito; rende più semplice la suddivisione dell'impianto.
RCCB: protegge soltanto dalle correnti differenziali; deve essere associato a una protezione magnetotermica e può servire più circuiti, se il progetto lo consente.
Per i quadri con poco spazio è disponibile anche la famiglia RCBO Tipo F slim da 1 modulo. In questa famiglia bisogna rispettare una compatibilità precisa: soltanto gli SKU con iniziale GB913 possono essere abbinati ai moduli di riarmo GS0131 e GS0134; gli SKU con iniziale GB973 sono destinati all'uso standalone e non sono compatibili con questi moduli.
COMPATIBILITÀ RIARMO: RCBO Tipo F slim GB913: compatibile con GS0131 e GS0134. RCBO Tipo F slim GB973: non compatibile con i moduli di riarmo.
Tre scenari pratici e la soluzione corretta
Problema osservato |
Obiettivo |
Soluzione da valutare |
Scatta il generale per un guasto su una linea |
Selettività tra protezioni |
RCCB Tipo S 300 mA ritardato a monte + RCBO 30 mA sulle linee |
Scatti casuali con elettronica o disturbi |
Immunità senza ridurre la sensibilità |
RCBO 30 mA Tipo A-SI super immunizzato |
Climatizzatore o pompa di calore inverter |
Rilevazione adatta alle correnti residue del carico |
RCBO 30 mA Tipo F, se coerente con le istruzioni del costruttore |
Troppe utenze sotto un solo salvavita |
Limitare il disservizio e la somma delle dispersioni |
Suddivisione in più linee protette da RCBO dedicati |
Seconda casa o circuito non presidiato |
Ripristino dopo un evento transitorio |
Dispositivo compatibile con riarmo automatico o Wi-Fi, previa valutazione del rischio |
Il riarmo automatico: utile, ma non sostituisce la diagnosi
Il modulo di riarmo può ripristinare l'alimentazione quando l'intervento è stato provocato da un evento transitorio e il circuito è nuovamente in condizioni corrette. È una funzione utile per seconde case, refrigerazione, telecomunicazioni, allarmi e impianti che devono essere monitorati a distanza.
GS0131: riarmo automatico senza Wi-Fi
Il GS0131 occupa 1 modulo DIN e, in modalità automatica, esegue fino a tre tentativi temporizzati dopo 10, 60 e 300 secondi. Dispone di contatti puliti per il comando remoto e di selezione manuale/automatica. Va abbinato esclusivamente alle serie A2ZWORLD dichiarate compatibili.
GS0134: riarmo e controllo Wi-Fi
Il GS0134 aggiunge la connessione Wi-Fi a 2,4 GHz e la gestione tramite app Tuya o Smart Life, con modalità di riarmo programmabili e comando remoto secondo le condizioni previste dal dispositivo. È indicato quando è importante conoscere lo stato della protezione o intervenire a distanza.
Anche il selettivo può essere riarmabile
Per la protezione generale A2ZWORLD mette a disposizione il GYL9 Tipo S Classe A da 300 mA e 500 ms sia con riarmo automatico sia in versione Wi-Fi riarmabile. Questo consente di combinare coordinamento selettivo e continuità di servizio, senza confondere le due funzioni: il ritardo realizza la selettività; il riarmo gestisce il ripristino dopo l'apertura.
SICUREZZA: Il riarmo non deve essere usato per ignorare un guasto permanente. Non va applicato a circuiti nei quali il ritorno improvviso dell'alimentazione può avviare macchine, utensili, resistenze o altri carichi pericolosi. Progetto, installazione, prove e manutenzione devono essere eseguiti da personale qualificato.
Cosa controllare se il differenziale scatta spesso
Prima di scegliere un apparecchio diverso, un tecnico dovrebbe individuare la causa. Tra le verifiche più importanti:
Misura della corrente di dispersione della linea e dei singoli carichi.
Prova di isolamento dei cavi e controllo di prese, cassette e utenze esposte a umidità.
Verifica di neutri condivisi o collegamenti errati tra circuiti protetti da dispositivi differenti.
Controllo del coordinamento tra scaricatori di sovratensione, differenziali e messa a terra.
Confronto tra il tipo di differenziale installato e quello richiesto dal costruttore del carico.
Valutazione della somma delle dispersioni quando molti apparecchi elettronici sono collegati allo stesso differenziale.
Un A-SI o un Tipo F può evitare interventi provocati da disturbi per i quali è progettato; non deve invece mascherare un isolamento deteriorato o una dispersione reale. Se lo scatto si ripete, il guasto va localizzato e rimosso.
Domande frequenti sul differenziale selettivo da 30 mA
Esiste un differenziale selettivo da 30 mA?
Possono esistere dispositivi ritardati per applicazioni particolari, ma nel tipico quadro domestico la soluzione alla ricerca “30 mA selettivo” non è mettere due 30 mA in cascata. Per mantenere la protezione addizionale rapida sulle linee finali e ottenere selettività, si coordina normalmente un Tipo S con soglia superiore a monte e dispositivi istantanei da 30 mA a valle.
Differenziale selettivo e super immunizzato sono la stessa cosa?
No. Il Tipo S introduce un ritardo per coordinarsi con le protezioni a valle. Il super immunizzato resiste meglio a determinati disturbi e impulsi, ma continua a intervenire rapidamente in presenza di una dispersione reale che supera la sua soglia.
Meglio Tipo A-SI o Tipo F?
Dipende dal carico. Il Tipo A-SI è adatto quando serve un Tipo A con maggiore immunità agli interventi intempestivi. Il Tipo F è specificamente pensato per numerosi carichi monofase con inverter e correnti residue a frequenza variabile. La scheda dell'apparecchiatura e il progetto dell'impianto hanno sempre la precedenza.
Un 300 mA può sostituire un 30 mA?
No. Un differenziale da 300 mA a monte svolge una funzione diversa e non sostituisce i dispositivi da 30 mA richiesti sulle linee finali per la protezione addizionale delle persone. Le due soglie lavorano insieme nell'architettura selettiva.
Il riarmo automatico risolve gli scatti intempestivi?
Il riarmo ripristina il servizio dopo uno scatto transitorio, ma non elimina la causa dell'intervento. Per ridurre gli scatti occorre scegliere il tipo di differenziale corretto, suddividere i circuiti e verificare l'impianto. Il riarmo è un livello aggiuntivo di continuità, da usare soltanto sui circuiti idonei.
Conclusione: la parola giusta è coordinamento
Chi cerca un differenziale selettivo da 30 mA ritardato non sta quasi mai cercando soltanto un tempo di intervento più lungo: sta cercando un impianto che protegga le persone senza spegnersi completamente al primo problema. La risposta corretta nasce dal coordinamento di più funzioni.
Un RCCB Tipo S Classe A da 300 mA e 500 ms a monte crea il gradino selettivo. Gli RCBO da 30 mA proteggono le singole linee. Il Tipo A-SI super immunizzato limita gli interventi indesiderati dovuti ai disturbi; il Tipo F è adatto a molti carichi monofase a inverter; il riarmo automatico o Wi-Fi può aggiungere continuità sui circuiti per i quali la richiusura è sicura.
A2ZWORLD offre tutte queste possibilità in una gamma modulare per impianti residenziali, commerciali e professionali. Per scegliere la configurazione corretta, consulta le schede tecniche o contatta A2ZWORLD indicando tensione, corrente, tipo di carico, schema del quadro e necessità di riarmo.
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