Stringere “più forte” NON è meglio: come serrare correttamente i morsetti nei quadri elettrici

 Chi lavora nei quadri lo sa: il morsetto è un punto critico. Eppure l’errore più comune in installazione è sempre lo stesso:

Stringo forte così non si muove.”

Peccato che, sui dispositivi modulari (MCB, RCCB, RCBO, sezionatori DIN), troppo serraggio può essere dannoso quanto troppo poco. In questo articolo vediamo come funziona davvero il morsetto, perché “più forte” è un falso mito e qual è il metodo corretto per evitare surriscaldamenti, allentamenti e guasti.

1) Da cosa dipende la coppia di serraggio (Nm)

La coppia di serraggio indicata in scheda tecnica o sul prodotto (es. 1.2 Nm / 2.0 Nm / ecc.) non dipende dal numero di moduli (1P, 2P, 4P).

Dipende principalmente da:

  • dimensione della vite (diametro/filetto)
  • tipo di morsetto (gabbia, piastra, “cage clamp”, doppia gabbia, ecc.)
  • materiali e geometria (gabbia, piastrina, filettatura, supporto plastico)
  • sezione cavo ammessa e tipo di conduttore (rigido, flessibile, con puntalino)

👉 Per questo due magnetotermici “simili” possono avere Nm diversi.

2) Come lavora un morsetto: non è solo “tenere fermo il cavo”

Molti pensano che il morsetto serva solo a bloccare il conduttore. In realtà deve fare due lavori contemporaneamente:

  1. Funzione meccanica
    Tenere il conduttore fermo nel tempo, resistendo a vibrazioni e micro-movimenti.
  2. Funzione elettrica
    Creare una pressione corretta tra metallo e metallo per avere bassa resistenza di contatto.
    Bassa resistenza = meno calore = più sicurezza.

Questa “pressione giusta” è il vero motivo dei Nm.

3) L’errore n.1: serraggio troppo basso (sotto Nm)

Quando si stringe poco:

  • la pressione di contatto è insufficiente
  • si creano micro-archi (anche invisibili)
  • aumenta la resistenza di contatto
  • il punto si scalda
  • nel tempo compaiono: annerimento del rame, deformazioni, plastica cotta, odore, guasti

📌 È uno dei motivi più frequenti di surriscaldamenti nei quadri, soprattutto con carichi continui.

4) L’errore n.2 (molto diffuso): serraggio “a morte” (sopra Nm)

Qui sfatiamo il mito: stringere troppo non migliora il contatto. Spesso lo peggiora nel tempo.

Cosa succede davvero quando esageri?

A) Schiacci il rame (e poi “molla”)

Il rame è duttile: se lo schiacci troppo:

  • si deforma
  • col tempo subisce rilassamento (creep)
  • la pressione cala anche se la vite sembra “ancora stretta”

👉 Risultato: dopo giorni/settimane, il morsetto è più lento di prima.

B) Deformi la gabbia / piastrina

Se la gabbia si piega o si segna:

  • il contatto non è uniforme
  • si creano punti “caldi”
  • aumenta il rischio di allentamento e surriscaldamento

C) Rischi danni irreversibili

  • filetto spanato
  • vite rovinata
  • sede plastica stressata
  • morsetto che “tiene” oggi ma cede domani

Paradosso professionale:

“Ho stretto tantissimo per sicurezza” → e dopo un po’ si scalda perché si è rilassato.

5) “Ci sono 3 valori di Nm”: cosa significano?

In alcune tabelle tecniche legate alla viteria compaiono tre livelli (I – II – III).

In pratica rappresentano tre classi di serraggio (leggero / normale / alto) legate alla robustezza dell’unione vite-materiale.

Ma per i dispositivi elettrici modulari vale una regola chiara:

fa fede la coppia dichiarata dal produttore del dispositivo (datasheet o marcatura).

Non “la tabella della vite”, non “la regola dell’installatore”.

6) Il metodo corretto: come stringere bene i morsetti (procedura pratica)

Step 1 — Preparazione del conduttore

  • spellatura corretta (né troppo lunga né troppo corta)
  • rame pulito, non ossidato
  • per flessibile: puntalino consigliato (se previsto dalle pratiche/standard dell’impianto)

Step 2 — Inserimento e posizione

  • conduttore ben in battuta
  • nessun filo “sparso” fuori sede
  • niente rame visibile oltre il consentito

Step 3 — Serraggio alla coppia giusta

  • usa il valore indicato sul prodotto o datasheet (es. 2.0 Nm)
  • ideale: cacciavite dinamometrico
  • in assenza: evitare “colpo finale” e serraggi esasperati

Step 4 — Controllo finale

  • prova tiro del cavo (moderata, senza distruggere il morsetto)
  • ricontrollo visivo
  • nei quadri importanti: ricontrollo dopo ciclo termico / carico

7) Perché il cacciavite dinamometrico non è “lusso”

Nei quadri professionali è un vantaggio enorme perché:

  • garantisce ripetibilità (tutte le connessioni uguali)
  • riduce guasti e assistenze
  • evita contestazioni (installazione “difendibile”)
  • migliora la qualità percepita del lavoro

Se vendi modulari, indicare Nm chiaro e coerente aiuta anche il cliente.

8) Valori tipici di riferimento (indicativi)

Solo come orientamento generale (non sostituisce il dato del produttore):

  • modulari piccoli: ~1.2–2.0 Nm
  • morsetti più robusti / doppia gabbia: ~2.0–3.5 Nm
  • morsetti particolari rinforzati: anche oltre (se dichiarato)

📌 La regola resta sempre: “seguire il Nm del costruttore”.

Conclusione

Nel serraggio morsetti non vince la forza, vince la precisione:

  • troppo poco = contatto instabile e calore
  • troppo = rame schiacciato, gabbia deformata, rilassamento e calore

✅ La soluzione è semplice: serrare alla coppia corretta e, quando possibile, usare un cacciavite dinamometrico.

Condividi articolo
Magnetotermici differenziali A2ZWORLD: guida pratica alla scelta per elettricisti